Monday, August 14, 2017

Su Le Scienze parlo di fulmini spaziali giganti e di buco dell’ozono

Su Le Scienze parlo di fulmini spaziali giganti e di buco dell’ozono


L�articolo � stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2017/04/03 18:30.

Nel numero di marzo di Le Scienze ho parlato della scoperta degli sprite, i fulmini enormi che scaturiscono dalle nubi e vanno verso l�alto, di recente fotografati spettacolarmente dallo spazio dall�astronauta danese Andreas Mogensen; nel numero di aprile, invece, mi occupo di un�altra osservazione spaziale importante per tutti noi, ossia quella del famoso (o famigerato) �buco dell�ozono�. Un argomento un po� dimenticato, come se il problema fosse stato risolto (non lo � affatto), ma tornato di attualit� in questi giorni con l�installazione dello strumento di monitoraggio dell�ozono SAGE III sulla Stazione Spaziale Internazionale.

SAGE III � il pi� recente di una serie di strumenti spaziali iniziata con la missione congiunta sovietica e statunitense Apollo-Soyuz negli anni Settanta del secolo scorso, ma non c� uno strumento di riserva e non � previsto un suo successore. L�amministrazione Trump, inoltre, sta tagliando i fondi alla ricerca sul clima e in altri settori che riguardano l�osservazione dell�atmosfera.

Se vi interessano i dettagli, sono appunto nel numero di aprile di Le Scienze, insieme alla storia di Joseph Farman, il cocciuto ricercatore la cui ostinazione e la cui ricerca paziente permisero di scoprire il danno che l�umanit� stava inconsapevolmente arrecando a quel tenue velo d�aria che ci permette di vivere.

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